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Siviglia ti fa innamorare

Edificio del XVIII secolo, in pietra calcarea e marmo rosa proveniente della Sierra de San Pablo. 

Edificata su una chiesa del XVII secolo, di cui si conserva solo il primo corpo della torre, spicca la sua facciata barocca in pietra. La pianta è a croce latina e le navate sono separate da 16 colonne toscane.

La chiesa di San Juan Bautista venne fondata probabilmente dopo la conquista cristiana di Marchena e potrebbe essere legata alla presenza dell’ordine di San Giovanni nel paese, documentata nel XIII secolo. Di quest’epoca primitiva resta solo la cappella che si trova sotto il campanile.

La Chiesa Parrocchiale è un edificio in stile mudéjar ristrutturato alla fine del XVIII secolo e, una seconda volta, a metà del XX. Si trova nel centro della località molto vicino al Castello.

La Chiesa deve il suo nome alla patrona del comune, Santa Marta.

A una sola navata, rettangolare, con cappelle laterali sulle quali si prolunga la tribuna del coro, presenta soffitto con volta a crociera e semisferica nella crociera. La chiesa, edificata su antiche costruzioni, è del secondo terzo del XVIII secolo, attualmente è la sede della Confraternita del Cristo de la Yedra, la cui immagine che si venera di fronte all’altare, è del XVII secolo.

L’edificio, costruito nel XVI secolo, fu chiesa del convento dei vincenziani. Attualmente, a causa di successivi restauri realizzati nel XVII e XVIII secolo e, soprattutto in epoche molto recenti (dal 1965 al 1974), si conservano solo la parte corrispondente all’abside e alla crociera.

La Chiesa di Nostra Signora della Vittoria si trova in pieno centro storico della città di Arahal, a pochi minuti da altri importanti monumenti religiosi, come la Chiesa di San Rocco, il Convento di Nostra Signora del Rosario o la Chiesa della Santissima Vera Croce.

Il Convento della Visitazione di Santa Isabella (Suore Filippesi) fu fondato negli ultimi anni del XVI secolo, e venne occupato da diverse congregazioni religiose. Originariamente fu un beghinaggio che nel 1731 si unì alla congregazione delle monache Minime, le quali si occuparono del convento.